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  1. have anco oggi Perugia eccellenti uomini nelle leggi, in leggere, in advocare e nell’arte della guerra

    flavio biondo

  2. Bonamico dipintore dipignendo santo Ercolano su la piazza di Perugia, il dipigne col diadema di lasche in capo [...]
    e Buonamico dimostrò assai a’ Perugini la ignoranza loro, che credono piú in Santo Ercolano che in Cristo; e tengono che sia innanzi al maggiore Santo in Paradiso.

    Franco Sacchetti, Trecentonovelle (XIV sec.)

    • ottima, la mettiamo subitro in archivio

  3. “Ma è doveroso parlare del « centro ». Che del resto è splendido in Perugia. Per chi discende da Porta Sole (splendido panorama, un poco rozzo dunque stranamente contrastante con gli altri. E qui c’è Dante: « onde Perugia sente freddo e caldo / da Porta Sole ») e arriva al fianco del Duomo la strada è davvero bella. A sinistra il Duomo, sulla piazza la celebre fontana dei fratelli Pisano e di fronte il palazzo dei Priori. Se c’è la luna sarà facile ritrovarla sopra. In fondo in fondo s’indovina che il « corso » finirà su l’infinito. Se si percorre infatti completamente, si arriva ad un parapetto dal quale la vista è una delle più belle d’Italia. A sinistra Assisi incassata sul fianco del Subasio, e da tutte le parti la luminosa valle per cui conviene, questa volta, chiamare in aiuto il Carducci (« e il sol nel radiante azzurro immenso / Fin degli Abruzzi al biancheggiar lontano / Folgora, e con desio d’amor più intenso / Ride a’ monti de l’Umbria e al verde piano »). Se, invece, sempre al « corso », s’intacca il già nominato arco dei Priori allora è difficile non trovar lì il forte vento che ne è la prerogativa più illustre. Perugia, si può dire, non manca mai di vento, un po’ come Genova o come Trieste, ma senza arrivare alle esagerazioni della « bora ». Ma quasi una violenza simile si può ritrovare, talvolta, sotto quell’arco, tanto che la brava mamma avverte di « respirare a bocca chiusa » quando la stagione non è, d’altronde per nessuno, felice. Per il resto Perugia non può lagnarsi del suo clima: non conosce né nebbie né forti caldure.”
    Sandro Penna, Perugia

    • grazie, un classico di “letteratura perugina” pronto da inserire

  4. ieri pomeriggio Mimmo Coletti, nella sua bella conferenza, ha fatto riferimento all’ammirazione di Marguerite Yourcenar per le pietre e i tramonti di Perugia: chissà dov’è questa citazione? c’è qualche lettore della Yourcenar che lo ricorda?

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