Bonamico dipintore dipignendo santo Ercolano su la piazza di Perugia, il dipigne col diadema di lasche in capo [...]
e Buonamico dimostrò assai a’ Perugini la ignoranza loro, che credono piú in Santo Ercolano che in Cristo; e tengono che sia innanzi al maggiore Santo in Paradiso.
“Ma è doveroso parlare del « centro ». Che del resto è splendido in Perugia. Per chi discende da Porta Sole (splendido panorama, un poco rozzo dunque stranamente contrastante con gli altri. E qui c’è Dante: « onde Perugia sente freddo e caldo / da Porta Sole ») e arriva al fianco del Duomo la strada è davvero bella. A sinistra il Duomo, sulla piazza la celebre fontana dei fratelli Pisano e di fronte il palazzo dei Priori. Se c’è la luna sarà facile ritrovarla sopra. In fondo in fondo s’indovina che il « corso » finirà su l’infinito. Se si percorre infatti completamente, si arriva ad un parapetto dal quale la vista è una delle più belle d’Italia. A sinistra Assisi incassata sul fianco del Subasio, e da tutte le parti la luminosa valle per cui conviene, questa volta, chiamare in aiuto il Carducci (« e il sol nel radiante azzurro immenso / Fin degli Abruzzi al biancheggiar lontano / Folgora, e con desio d’amor più intenso / Ride a’ monti de l’Umbria e al verde piano »). Se, invece, sempre al « corso », s’intacca il già nominato arco dei Priori allora è difficile non trovar lì il forte vento che ne è la prerogativa più illustre. Perugia, si può dire, non manca mai di vento, un po’ come Genova o come Trieste, ma senza arrivare alle esagerazioni della « bora ». Ma quasi una violenza simile si può ritrovare, talvolta, sotto quell’arco, tanto che la brava mamma avverte di « respirare a bocca chiusa » quando la stagione non è, d’altronde per nessuno, felice. Per il resto Perugia non può lagnarsi del suo clima: non conosce né nebbie né forti caldure.”
Sandro Penna, Perugia
ieri pomeriggio Mimmo Coletti, nella sua bella conferenza, ha fatto riferimento all’ammirazione di Marguerite Yourcenar per le pietre e i tramonti di Perugia: chissà dov’è questa citazione? c’è qualche lettore della Yourcenar che lo ricorda?
have anco oggi Perugia eccellenti uomini nelle leggi, in leggere, in advocare e nell’arte della guerra
flavio biondo
Bonamico dipintore dipignendo santo Ercolano su la piazza di Perugia, il dipigne col diadema di lasche in capo [...]
e Buonamico dimostrò assai a’ Perugini la ignoranza loro, che credono piú in Santo Ercolano che in Cristo; e tengono che sia innanzi al maggiore Santo in Paradiso.
Franco Sacchetti, Trecentonovelle (XIV sec.)
ottima, la mettiamo subitro in archivio
“Ma è doveroso parlare del « centro ». Che del resto è splendido in Perugia. Per chi discende da Porta Sole (splendido panorama, un poco rozzo dunque stranamente contrastante con gli altri. E qui c’è Dante: « onde Perugia sente freddo e caldo / da Porta Sole ») e arriva al fianco del Duomo la strada è davvero bella. A sinistra il Duomo, sulla piazza la celebre fontana dei fratelli Pisano e di fronte il palazzo dei Priori. Se c’è la luna sarà facile ritrovarla sopra. In fondo in fondo s’indovina che il « corso » finirà su l’infinito. Se si percorre infatti completamente, si arriva ad un parapetto dal quale la vista è una delle più belle d’Italia. A sinistra Assisi incassata sul fianco del Subasio, e da tutte le parti la luminosa valle per cui conviene, questa volta, chiamare in aiuto il Carducci (« e il sol nel radiante azzurro immenso / Fin degli Abruzzi al biancheggiar lontano / Folgora, e con desio d’amor più intenso / Ride a’ monti de l’Umbria e al verde piano »). Se, invece, sempre al « corso », s’intacca il già nominato arco dei Priori allora è difficile non trovar lì il forte vento che ne è la prerogativa più illustre. Perugia, si può dire, non manca mai di vento, un po’ come Genova o come Trieste, ma senza arrivare alle esagerazioni della « bora ». Ma quasi una violenza simile si può ritrovare, talvolta, sotto quell’arco, tanto che la brava mamma avverte di « respirare a bocca chiusa » quando la stagione non è, d’altronde per nessuno, felice. Per il resto Perugia non può lagnarsi del suo clima: non conosce né nebbie né forti caldure.”
Sandro Penna, Perugia
grazie, un classico di “letteratura perugina” pronto da inserire
ieri pomeriggio Mimmo Coletti, nella sua bella conferenza, ha fatto riferimento all’ammirazione di Marguerite Yourcenar per le pietre e i tramonti di Perugia: chissà dov’è questa citazione? c’è qualche lettore della Yourcenar che lo ricorda?