Letture in Augusta 2012 “Stranieri??”

SABATO 4 febbraio, ORE 17.00 Oratorio di Santa Cecilia, Via Fratti 2. Le Letture in Augusta lasciano la Sala Binni per una sede più grande e accogliente, l’Oratorio di Santa Cecilia. Il grande successo e l’affluenza superiore alle attese al primo appuntamento, hanno portato a questa scelta per rendere possibile una migliore fruizione da parte degli utenti

Il prossimo incontro prevede letture di:

Baudelaire, Il cigno
Saba, L’uomo nero
Adorno, Minima Moralia
Coetzee, Aspettando i barbari

Legge Claudio Carini, video di Francesco Panico.

La quasi decennale rassegna, organizzata dalla Biblioteca Augusta, in collaborazione con Fontemaggiore Teatro Stabile di Innovazione, l’Università degli Studi di Perugia e il Conservatorio “F. Morlacchi” di Perugia, entra a pieno titolo nel programma del Circolo dei lettori di Perugia. Nel corso dei quattro incontri, le videoproiezioni di Francesco Panico e le musiche dei giovani studenti del Conservatorio accompagneranno le intense letture di Claudio Carini, che interpreterà alcune delle più belle pagine della letteratura nazionale e internazionale che hanno affrontate la tematica dello straniero.

 

Il diverso ci appartiene e impatta nella nostra vita costringendoci a non banalizzare equivoci o domande. Attraverso brani di ogni tempo e di ogni letteratura, si scoprono alcune dimensioni dell’alterità o dell’estraneità, confronti storici e di civiltà, riflessioni personali ed esperienze di vita. Stranieri come noi. Prima di diventare un tema letterario lo straniero è una condizione esistenziale. Gli stranieri sono gli estranei, i diversi, che possono essere accolti come ospiti, o respinti come nemici, barbari; sono i forestieri. Gli stranieri ci parlano di qualcosa che è lontano, nuovo, possibile e così è anche uno stato d’animo, essere dentro e fuori nello stesso tempo, sentire di appartenere ad altri mondi, in cerca di nuove identità, alieno alle regole del proprio contesto. Tanto più le comunità sono omogenee, compatte, forti, consapevoli di una propria identità, tanto più respingono lo straniero. Ma anche le comunità in crisi, che si avvertono deboli e minacciate nella propria sicurezza e identità, caricano lo straniero di valori negativi, riducendone la complessità fino alla creazione dello stereotipo dello straniero: alieno, contrario, ostile.

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