“Libertà” di J. Franzen - Mart. 24 gennaio, ore 21.00, Foyer del Teatro Morlacchi - discussione del libro del mese di gennaio

Conversazione con pasticcini su Libertà di Jonathan Franzen

IL VINCITORE E’ STATO DECRETATO: La libertà di Jonathan Franzen HA VINTO IL PRIMO SONDAGGIO.

In un ideale salotto letterario, di fronte a un buon te o a un bicchiere di vino, si parlerà di “Libertà” di Jonathan Franzen, il libro del mese di Gennaio scelto dai Soci del Circolo dei lettori di Perugia. Nel corso della serata i partecipanti potranno intervenire, commentare e aprire delle discussioni sul romanzo creando così un intrigante dibattito che sarà coordinato dalla professoressa Mirella Vallone, docente di Lingue e letterature angloamericane presso l’Università degli studi di Perugia. Jonathan Franzen si interroga sulla libertà e sulla felicità, allargando e restringendo continuamente il focus dal punto di vista individuale a quello collettivo, dando vita a un romanzo di ampio respiro che racconta la storia di una famiglia attraverso tre generazioni. Libertà è uno di quei rari romanzi del presente in grado di dare del tu ai classici.

Walter e Patty sono il ritratto dei buoni vicini: gentili, premurosi, ecologisti. Eppure qualcosa va storto se, dopo qualche anno, i giornali definiscono Walter “arrogante ed eticamente compromesso” mentre Patty sprofonda nella depressione. Dopo Le correzioni, Jonathan Franzen sceglie di nuovo un matrimonio, il vincolo che lega due persone, per raccontare ciò che lega tutti gli uomini. Perché di tutti è la domanda: “Se sono libero di scegliere, allora come devo vivere?”

GUARDA L’INTERVISTA A FRANZEN (Repubblica.it)

<<Libertà, come il precedente Le correzioni, è un capolavoro del romanzo americano. Non si limita a raccontarci una storia avvincente: la profonda intelligenza morale del suo autore inonda di luce nuova il mondo che crediamo di conoscere.>>

<<The New York Times Book Review>>

<<Se Libertà non è il Grande Romanzo Americano, onestamente non so cosa possa esserlo. La ragione per celebrarlo non è che fa qualcosa di nuovo, ma che fa qualcosa di antico, qualcosa che si credeva morto, e lo fa alla grande.>>

<<The Telegraph>>

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