Ivanhoe di Sir Walter Scott. Ne parliamo venerdì 8 gennaio a Palazzo della Penna


Venerdì 8 gennaio, alle ore 18.00, a Palazzo della Penna, la professoressa Gioia Zaganelli parlerà di Ivanhoe di Sir Walter Scott; le letture saranno curate da Bruno Pilla.
Edito nel 1820, Ivanhoe fu un autentico bestseller ante litteram, destinato a incidere in modo profondo sui gusti e sull’immaginario dell’intero Ottocento: Alexandre Dumas padre, Victor Hugo e Alessandro Manzoni - per citare solo i nomi più celebri - gli sono profondamente debitori. In questo libro avvincente e pittoresco Scott realizza infatti una mirabile fusione tra il realismo del romanzo storico e la fantasia del racconto di avventure. Ambientato a cavallo tra XII e XIII secolo, il libro racconta le vicende del valoroso cavaliere sassone Wilfred di Ivanhoe e della sua amata Rowena. Con le sue foreste popolate da nobili fuorilegge e signori arroganti, sullo sfondo del sanguinoso conflitto tra Sassoni e Normanni, Ivanhoe costituisce ancora oggi una delle rappresentazioni letterariamente più vive dell’Inghilterra di Riccardo Cuor di Leone, di Giovanni Senzaterra e di Robin Hood.

Poeta e romanziere scozzese (Edimburgo 1771 - Abbotsford 1832), Walter Scott si dedicò dapprima alla carriera forense con qualche successo, ma presto si rivelò la sua passione letteraria. Dopo alcune traduzioni di ballate tedesche, acquistò notorietà con la sua raccolta delle Border Ballads, cui fecero seguito un lungo romanzo in versi, The lay of the last minstrel (1805) e altri poemi nello stesso stile: Marmion (1808); The lady of the lake (1810); The vision of Don Roderik (1811); Rokeby e The bridal of Triermain (1813); The lord of the isles (1815). Dal 1814, Scott si dedicò a una serie di romanzi d’ambiente scozzese. Nel 1820, pubblicò Ivanhoe, il romanzo destinato ad avere larga risonanza negli ambienti romantici. Prima della pubblicazione di Woodstock, Scott era rimasto coinvolto nel fallimento dei suoi editori; addossatosi per intero l’onere del debito, lavorò a ritmo serrato, sottoponendosi a uno sforzo che gli costò la vita; morì poco dopo il ritorno da un viaggio (1831) in Italia.

INGRESSO LIBERO

Palazzo della Penna
Via Podiani, 11 - Perugia

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